la scoperta e la nascita della radio guglielmo marconi

La radio ha segnato un’epoca nella società occidentale e ha intrattenuto migliaia di persone prima ancora dell’arrivo della televisione e di internet.

Oggi in casa è stata quasi totalmente sostituita, la ascoltiamo perlopiù quando siamo in macchina. Eppure questo fantastico mezzo di comunicazione mantiene ancora intatto un suo certo fascino.


Chi ha inventato la radio?

Forse non tutti sanno che dietro l’invenzione della radio c’è un grande contributo di un italiano. Stando a quanto riportato dai libri di storia, in una notte di dicembre del 1892, un giovane inventore sveglia la madre nel cuore della notte per condurla nella soffitta di casa, luogo in cui porta avanti studi ed esperimenti.

Qui le mostra in che modo riesce a far suonare un campanello elettrico, messo appositamente su un apparecchio ricevente, una cosa non diversa dal telegrafo di Morse, che si sarebbe presto trasformato in un’invenzione unica.

Il ragazzo in questione è il giovane Gugliemo Marconi che, premendo un tasto telegrafico, faceva avvenire una vera e propria magia per l’epoca.

Nei mesi successiva a quella notte, Marconi inizia a trasmettere segnali a una distanza sempre maggiore, suscitando la curiosità del padre.

biografia di guglielmo marconi

È infatti proprio quest’ultimo il primo a credere in lui e a fornirgli i mezzi economici necessari per continuare l’esperimento. In seguito, con l’aiuto del fratello maggiore Alfonso, riesce a mettere su una strumentazione più potente e inventa così il sistema antenna-terra.

Purtroppo in principio questa strepitosa creazione viene derisa dalle autorità italiane, in particolare dal ministero delle poste. La madre però, contraddistinta da una tenacia senza pari, scrive all’ambasciatore italiano a Londra, città in cui la donna era nata e cresciuta.

La risposta non si fa attendere e nella primavera del 1896 i due partono immediatamente per l’isola britannica. Guglielmo Marconi qui può brevettare la sua invenzione e trovare ulteriori fondi utili a continuare la ricerca.

guglielmo marconi


Le vicende controverse per la paternità della radio

La paternità della radio nel tempo è stata messa in discussione proprio dagli inglesi perché in quegli anni si stavano dedicando allo studio della trasmissione telegrafica senza fili, primo esempio di sfruttamento delle onde elettromagnetiche.

Dietro questi tentavi c’era Nikola Tesla, un inventore serbo cittadino degli Stati Uniti, inventore anche delle bobine capaci di generare i fulmini, della corrente alternata e colui che ha dato il nome all’unità di misura dell’induzione magnetica.

Questa sfida fra scienziati amareggiava particolarmente Marconi, il quale sosteneva di non aver mai letto nulla dei lavori di Nikola Tesla.

Potremmo concludere dicendo che la teoria dietro l’invenzione della radio non è tutta partorita dallo studioso italiano, però una cosa è certa: Guglielmo Marconi è stato capace di mettere insieme i pezzi necessari per la creazione di uno strumento intramontabile.     

La radio come mezzo di intrattenimento

La radio è stata comunemente usato come mezzo di intrattenimento o anche come mezzo politico di persuasione. Durante la guerra la radio è stata usata come mezzo di comunicazione per le truppe e per le spie, quale mezzo migliore di una semplice trasmissione radio in codice che può attivare qualche commando operativo?

Aldilà dei mezzi politici, la radio è stato il maggiore strumento di compagnia è intrattenimento che ha accompagnato l’infanzia e la crescita di quasi tutti gli abitanti di questo mondo. Anche le Pin Up hanno accomunato molto il loro stile ad una musica suonata da radio vintage dell’epoca.

Un mezzo che non ha bisogno di grossi investimenti e che consente di rimanere informati sulle notizie che molte volte sentiamo di sfuggita durante lo zapping in tv.