Adriano Celentano: biografia, carriera, vita privata e successi del Molleggiato

Adriano Celentano (Milano, 6 gennaio 1938) è un cantante, showman, attore, regista, sceneggiatore, compositore e produttore discografico italiano, tra i più influenti e poliedrici protagonisti della cultura pop del Novecento.
Soprannominato “il Molleggiato” per il suo modo unico e dinamico di muoversi sul palco, Celentano ha saputo incarnare come pochi altri lo spirito di un’epoca, diventando simbolo di ribellione, ironia e innovazione.

Dotato di un talento naturale e di un carisma inimitabile, è stato uno dei primi artisti italiani a portare il rock’n’roll nel nostro Paese, rivoluzionando la scena musicale degli anni ’50 e ’60. Da allora, ha continuato a reinventarsi, passando con disinvoltura dalla musica al cinema, fino alla televisione, in un percorso artistico che ha unito spettacolo, impegno sociale e riflessione morale.

Con oltre 150 milioni di dischi venduti, 79 album pubblicati e successi immortali come Il ragazzo della via Gluck, Azzurro, Prisencolinensinainciusol e L’emozione non ha voce, Adriano Celentano è molto più di un cantante: è un fenomeno culturale.

Per chi si chiede quanti dischi ha venduto Adriano Celentano, il numero impressionante di copie distribuite in tutto il mondo conferma il suo status di leggenda vivente.


Nel corso di una carriera che attraversa più di sei decenni, ha saputo fondere musica, cinema e televisione in un linguaggio nuovo e inconfondibile, capace di parlare a generazioni diverse, lasciando un’impronta indelebile nella storia dello spettacolo italiano.

Se ti stessi chiedendo quanti anni ha Adriano Celentano, oggi ha più di ottant’anni, ma continua a essere una figura carismatica e amata.

Biografia Adriano Celentano

Adriano Celentano nasce il 6 gennaio 1938 a Milano, nel quartiere popolare di Greco, da genitori pugliesi originari di Foggia

Per chi si chiede dove è nato Adriano Celentano le sue radici affondano nel cuore di una Milano popolare e vivace, che avrebbe segnato per sempre la sua identità artistica.

Cresce in via Cristoforo Gluck, una strada di periferia che diventerà, anni dopo, il simbolo della sua identità artistica e sociale grazie alla celebre canzone Il ragazzo della via Gluck (1966).
La sua infanzia è segnata da un ambiente umile ma vitale, in una Milano che si sta trasformando rapidamente. I genitori, Leontino Celentano e Giuditta Giuva, si erano trasferiti al Nord in cerca di lavoro, e trasmettono al figlio valori di semplicità e tenacia.

Fin da piccolo Adriano mostra una vivace curiosità e un’innata capacità d’intrattenere. Dopo aver terminato le scuole elementari, lascia presto gli studi per contribuire al bilancio familiare e trova impiego come orologiaio, mestiere che conserverà per tutta la vita come passione e rifugio creativo.

Parallelamente nasce la sua fascinazione per la musica americana. Negli anni Cinquanta, grazie ai primi dischi d’importazione, scopre Bill Haley, Elvis Presley e il rock’n’roll, un genere che lo colpisce per energia e libertà espressiva. Quell’influenza americana segnerà per sempre il suo stile: un mix di ritmo, ironia e spontaneità che farà di lui un artista unico nel panorama italiano.

>> Leggi anche: Le frasi più belle di Elvis Presley

Adriano Celentano: gli anni ’50, gli esordi e la nascita del Molleggiato

Nel 1956 Celentano fonda, insieme agli amici Ico Cerutti, Enzo Jannacci e i fratelli Ratti, il gruppo Rock Boys, formazione pionieristica del rock’n’roll italiano. I loro primi concerti nei locali milanesi — in particolare al leggendario Santa Tecla Club — attirano un pubblico giovane e curioso, affascinato da quel nuovo suono d’oltreoceano.

Il 18 maggio 1957 partecipa al Festival del Rock and Roll e delle Danze Jazz al Palazzo del Ghiaccio di Milano. L’esibizione, esplosiva e fuori dagli schemi, scatena il pubblico: Celentano salta, balla, improvvisa movimenti elastici e sinuosi. Da quella sera, la stampa lo battezza “Il Molleggiato”, soprannome destinato a restare nella storia.

Poco dopo arrivano i primi successi discografici. Tra il 1958 e il 1959 pubblica Il ribelle, Ciao ti dirò e Il tuo bacio è come un rock, brani che diventano inni generazionali e impongono Celentano come il volto del rock italiano. Nel 1959 debutta anche al cinema con I ragazzi del jukebox di Lucio Fulci, segnando l’inizio di una carriera parallela da attore che accompagnerà tutta la sua vita artistica.

Adriano Celentano: gli anni ’60, l’ascesa al successo

Nel 1960 Celentano appare nel film capolavoro di Federico Fellini, La dolce vita, interpretando se stesso mentre canta in un locale romano: un cameo che suggella la sua crescente fama.

L’anno successivo partecipa al Festival di Sanremo 1961 con 24 mila baci, presentata in coppia con Little Tony. La sua esibizione, in cui si volta di spalle al pubblico, fa scandalo e segna una rivoluzione nel costume televisivo italiano. Il brano, moderno e provocatorio, diventa un successo internazionale e un simbolo della gioventù ribelle dell’Italia del boom economico.

Nel 1962 fonda la Clan Celentano S.r.l., etichetta indipendente destinata a cambiare la storia della musica italiana. Attorno a lui si riuniscono amici, autori e giovani artisti come Don Backy, Ricky Gianco, Gino Santercole, Detto Mariano e Miki Del Prete. Il Clan non è solo una casa discografica, ma una vera comunità creativa, dove musica, cinema e ironia si fondono in libertà assoluta.

Da questo laboratorio nascono successi che definiscono un’epoca: Stai lontana da me, Pregherò, Azzurro (1968, scritta da Paolo Conte) e soprattutto Il ragazzo della via Gluck, una canzone di profonda sensibilità ambientale e sociale che anticipa temi ancora attuali, come l’urbanizzazione selvaggia e la perdita delle radici.

Negli anni Sessanta Celentano diventa non solo un cantante amatissimo, ma un interprete capace di raccontare il cambiamento di un intero Paese. La sua voce, i suoi gesti e la sua ironia si imprimono nell’immaginario collettivo, rendendolo un simbolo dell’Italia moderna — sospesa tra sogni, rivoluzione e nostalgia.

>> Leggi anche: Jane Russell: biografia attrice di Hollywood

Adriano Celentano: gli anni ’70

Negli anni Settanta Adriano Celentano consolida il suo status di artista totale, capace di unire musica, cinema e impegno civile. È un decennio di grande fermento creativo, in cui il “Molleggiato” diventa una delle voci più originali e consapevoli della scena italiana.

Nel 1970 vince il Festival di Sanremo in coppia con la moglie Claudia Mori grazie al brano Chi non lavora non fa l’amore, una canzone ironica e provocatoria che diventa immediatamente un fenomeno sociale, capace di fotografare lo spirito di un’Italia in trasformazione.

Per chi si chiede quante volte ha vinto Sanremo, Adriano Celentano, la risposta è una: il trionfo del 1970 resta uno dei momenti più iconici della storia del festival.

 Seguono successi come Viola, Er più e Un albero di trenta piani, dove affronta temi ecologici e civili, denunciando la speculazione edilizia e l’inquinamento.

Nel 1972 pubblica Prisencolinensinainciusol, un brano d’avanguardia in cui Celentano inventa un linguaggio “in finto inglese” per imitare il suono dell’America. Il risultato è rivoluzionario: il pezzo anticipa il rap e l’uso del ritmo come linguaggio universale, guadagnandosi negli anni successivi un riconoscimento internazionale come una delle intuizioni più geniali della musica pop.

Con Svalutation (1976), Celentano si confronta apertamente con la crisi economica e morale dell’Italia degli anni Settanta, mescolando rock, denuncia sociale e ironia. Il brano diventa un manifesto del disincanto collettivo e conferma il suo talento nel trasformare le contraddizioni del Paese in arte popolare.

Parallelamente si dedica al cinema, alternando ruoli leggeri e opere visionarie. Dirige e interpreta Yuppi Du (1975), un film surreale e poetico ambientato a Venezia, e Geppo il folle (1978), una parabola musicale sull’alienazione contemporanea. Entrambi i lavori mostrano il suo lato più sperimentale e spirituale, intrecciando musica, satira e riflessione sociale.

>> Scopri anche: Ella Fitzgerald, biografia e curiosità

Adriano Celentano: gli anni ’80, la consacrazione tra cinema e TV

Gli anni Ottanta rappresentano la piena consacrazione popolare di Adriano Celentano. In questo decennio diventa il volto simbolo della commedia italiana, capace di unire pubblico e critica.

Al cinema interpreta una serie di film campioni d’incasso: Il bisbetico domato (1980), Asso (1981), Innamorato pazzo (1981), Grand Hotel Excelsior (1982) e Segni particolari: bellissimo (1983). Le sue interpretazioni, sempre in bilico tra comicità e romanticismo, definiscono un nuovo archetipo maschile: goffo ma carismatico, ruvido ma sentimentale.

Nel 1985 torna dietro la macchina da presa con Joan Lui – Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì, un film visionario e controverso che mescola religione, misticismo e critica sociale. Pur accolto con reazioni contrastanti, l’opera conferma il suo desiderio di spingersi oltre le convenzioni del cinema commerciale.

In quegli stessi anni domina anche la televisione. Partecipa e conduce programmi di enorme successo come Fantastico 8 (1987), in cui alterna musica, monologhi e provocazioni, imponendosi come il primo vero one man show della TV italiana. Le sue pause, i silenzi studiati e gli interventi polemici diventano parte integrante del suo linguaggio espressivo.

Con la sua figura eclettica, Celentano trasforma ogni apparizione in un evento mediatico, capace di catalizzare l’attenzione del pubblico e di dividere l’opinione pubblica.

Adriano Celentano: gli anni ’90 ritorni, riflessioni e nuovi successi

Dopo un periodo di relativa quiete, gli anni Novanta segnano per Celentano un ritorno in grande stile. Nel 1991 pubblica l’album Il re degli ignoranti e l’omonimo libro, riaffermando la sua vena polemica e anticonformista. L’opera ottiene grande successo e lo riporta al centro della scena musicale.

Nel 1994 torna a esibirsi dal vivo con un tour europeo di enorme impatto, che registra il tutto esaurito e riconferma la sua capacità di riempire stadi e arene dopo oltre un decennio di assenza dai palchi.

Negli stessi anni, Celentano si dedica anche a nuovi progetti discografici. Nel 1998 pubblica Mina Celentano, realizzato insieme alla sua storica amica e collega Mina: l’album diventa un caso discografico, vendendo oltre 1,6 milioni di copie e consacrando il sodalizio artistico tra due leggende della musica italiana.

L’anno successivo arriva un altro capolavoro: Io non so parlar d’amore (1999), album raffinato e introspettivo scritto con Mogol e Gianni Bella. Brani come L’emozione non ha voce, L’arcobaleno (dedicato a Lucio Battisti) e Gelosia mostrano un Celentano più maturo, introspettivo e lirico, capace di unire poesia, melodia e introspezione spirituale.

Con questo disco Celentano riconquista la vetta delle classifiche e, al tempo stesso, l’affetto trasversale del pubblico: da icona ribelle del rock diventa definitivamente un maestro della canzone italiana, un artista capace di rinnovarsi senza mai tradire la propria autenticità.

>> Scopri anche: Le canzoni più belle di Mina

Adriano Celentano: gli anni 2000 nuovi progetti musicali e televisivi

Con l’inizio del nuovo millennio, Adriano Celentano inaugura una stagione di rinnovata vitalità artistica, confermandosi come una delle figure più longeve e influenti dello spettacolo italiano.

Nel 2000 pubblica l’album Esco di rado e parlo ancora meno, che ottiene un successo straordinario con oltre un milione e mezzo di copie vendute. Il disco, caratterizzato da un linguaggio maturo e introspettivo, contiene brani come Per averti e Tir, in cui si mescolano romanticismo, ironia e denuncia sociale.

Seguono Per sempre (2002) e C’è sempre un motivo (2004), lavori che uniscono autori come Mogol, Gianni Bella e Fabrizio De André, arricchiti da collaborazioni internazionali — come quella con Cesária Évora nella rivisitazione di Il ragazzo della via Gluck. In questi album Celentano affronta temi spirituali, etici e ambientali con una sensibilità che diventa sempre più universale.

Nel 2005 torna trionfalmente in televisione con Rockpolitik, show-evento in diretta su Rai 1 che registra ascolti record e un’attenzione mediatica senza precedenti. Il programma, costruito come un mix di musica, satira e riflessione civile, ospita personalità come Roberto Benigni, Eros Ramazzotti, Luciano Ligabue, Franco Battiato, Patti Smith e Valentino Rossi.
Con il suo tono ironico e provocatorio, Celentano affronta temi di attualità, politica e libertà di espressione, confermandosi ancora una volta come un artista capace di far riflettere, oltre che intrattenere.

Negli stessi anni pubblica l’album Dormi amore, la situazione non è buona (2007), anticipato dallo show televisivo La situazione di mia sorella non è buona, che affronta i temi del degrado ambientale e della responsabilità umana verso la Terra.
A settant’anni, Celentano dimostra di saper parlare ancora al presente, alternando ironia, spiritualità e impegno civile.

>> Scopri anche: Storia e biografia di Little Tony

Adriano Celentano: gli anni 2010 tra Sanremo, Rock Economy e il progetto “Adrian”

Il nuovo decennio si apre con un ritorno di forte impatto mediatico. Nel 2012, Adriano Celentano partecipa come super ospite al Festival di Sanremo, dove i suoi monologhi su fede, etica e politica dividono l’opinione pubblica e conquistano milioni di telespettatori.
Pochi mesi dopo, l’artista torna a esibirsi dal vivo con Rock Economy, due concerti-evento all’Arena di Verona trasmessi in diretta su Canale 5. Lo spettacolo, visto da oltre nove milioni di spettatori, unisce musica e riflessione, portando sul palco temi come la crisi economica e la responsabilità sociale. È uno dei momenti televisivi più seguiti del decennio e segna un nuovo apice nella carriera del Molleggiato.

Nel 2016 rinnova il sodalizio con Mina pubblicando Le migliori, album che domina le classifiche e ottiene cinque dischi di platino con oltre 250.000 copie vendute. I due artisti dimostrano ancora una volta la loro intesa unica, capace di unire eleganza, ironia e una profonda complicità artistica.

Nel 2019, dopo anni di lavorazione, debutta su Mediaset il progetto più ambizioso della carriera di Celentano: Adrian, serie animata ideata, scritta e diretta da lui stesso, con disegni di Milo Manara, musiche di Nicola Piovani e testi supervisionati da Vincenzo Cerami.
La serie, trasmessa insieme a uno spettacolo live in prima serata, unisce musica, filosofia e denuncia sociale in un racconto visionario sull’uomo e sul futuro. Pur accolta con opinioni contrastanti, Adrian rappresenta la sintesi estrema della poetica celentaniana: libertà espressiva, critica dei poteri e fede nell’amore come forza universale.

>> Vedi anche: Regali vintage per Lui

Adriano Celentano: gli anni 2020 l’eredità e gli ultimi progetti

Nel 2021 Celentano torna a collaborare con Mina per la pubblicazione del cofanetto MinaCelentano – The Complete Recordings, che celebra oltre vent’anni di duetti e include l’inedito Niente è andato perso. Il progetto sancisce la chiusura simbolica di uno dei capitoli più significativi della musica italiana contemporanea.

Negli ultimi anni, pur limitando le apparizioni pubbliche, Adriano Celentano continua a essere una presenza attiva e influente nel panorama culturale. Le sue riflessioni su ambiente, spiritualità e società vengono spesso riprese dai media e dai giovani artisti che lo considerano un maestro di autenticità e coraggio.

Con oltre 150 milioni di dischi venduti, 79 album pubblicati e una carriera lunga più di sei decenni, Celentano resta un punto di riferimento imprescindibile della cultura popolare italiana.
Cantante, attore, regista, autore e provocatore, ha saputo attraversare generazioni e linguaggi, reinventandosi senza mai perdere la sua voce inconfondibile.

Come amava ripetere lui stesso: “L’emozione non ha voce.”
E la sua, ancora oggi, continua a far vibrare il cuore del pubblico.

>> Vedi anche: Le canzoni più belle di Adriano Celentano

Vita privata di Adriano Celentano

Nel 1958, Adriano Celentano conosce Milena Cantù, con la quale intraprende una relazione e fonda, qualche anno più tardi, la casa discografica Clan Celentano, destinata a diventare uno dei progetti più innovativi e influenti della musica italiana.

Nel 1963, sul set del film Uno strano tipo, incontra l’attrice Claudia Mori, che diventerà sua moglie il 14 luglio 1964, in una cerimonia segreta celebrata a Grosseto. Dal loro matrimonio nascono tre figli: Rosita (1965), Giacomo (1966) e Rosalinda (1968).

La coppia attraversa un periodo di crisi negli anni Ottanta, ma si ricongiunge definitivamente in seguito, consolidando un legame che durerà tutta la vita. La Mori, oltre a essere stata partner artistica in molti duetti celebri — come La coppia più bella del mondo — è oggi amministratrice del Clan Celentano, la società fondata dal marito.

Adriano Celentano è anche zio della ballerina e insegnante Alessandra Celentano, figura di spicco del talent show Amici di Maria De Filippi, e nonno di Samuele, figlio di Giacomo. Nonostante la notorietà, ha sempre protetto la sua vita familiare, mantenendo un profilo riservato lontano dai riflettori.

>> Leggi anche: Frank Sinatra: vita e curiosità sulle sue canzoni

Adriano Celentano: Stile, temi e influenza culturale

Adriano Celentano ha profondamente rivoluzionato la musica italiana, fondendo melodia e ritmo, ironia e impegno civile. È stato tra i primi artisti a introdurre nel panorama nazionale il linguaggio del rock’n’roll, trasformandolo in una forma d’arte personale e popolare al tempo stesso.

Le sue canzoni affrontano con naturalezza temi diversi: l’amore (L’emozione non ha voce, Soli), la spiritualità (Pregherò, Chi era lui), la critica sociale (Svalutation, Un albero di trenta piani), l’ambiente e la nostalgia (Il ragazzo della via Gluck). In brani come Prisencolinensinainciusol (1972) sperimenta linguaggi nuovi e visioni musicali d’avanguardia, anticipando di fatto la nascita del rap e del linguaggio globalizzato.

Dotato di una voce calda e riconoscibile, Celentano unisce teatralità e autenticità, trasformando ogni esibizione in una forma di comunicazione diretta con il pubblico. Con la sua ironia dissacrante e il suo modo inconfondibile di muoversi sul palco, ha creato un’icona: quella del Molleggiato, simbolo di libertà e di rottura degli schemi.

La sua influenza si estende ben oltre la musica: da Gianni Morandi a Luciano Ligabue, da Jovanotti a Checco Zalone, numerosi artisti italiani si sono ispirati al suo carisma e alla sua capacità di unire leggerezza e profondità.

Adriano Celentano: il Patrimonio 

Con una carriera che attraversa più di sei decenni, Adriano Celentano rappresenta una delle figure più iconiche e amate della cultura italiana. Artista completo — cantante, attore, regista, autore e intrattenitore — ha saputo reinventarsi costantemente, passando dal rock al melodico, dal cinema alla televisione, senza mai tradire la propria autenticità.

Con oltre 150 milioni di dischi venduti e decine di brani entrati nella storia, il suo contributo ha definito un’epoca e influenzato profondamente la musica leggera italiana.
La sua voce, le sue provocazioni e la sua capacità di leggere il presente con sguardo ironico e visionario ne fanno oggi un simbolo universale di libertà creativa, coraggio e innovazione, riconosciuto in Italia e nel mondo come una leggenda vivente.

>> Scopri anche: I film più belli di Adriano Celentano

Filmografia di Adriano Celentano

Attore

Adriano Celentano debutta sul grande schermo alla fine degli anni Cinquanta, affermandosi nel tempo come uno degli interpreti più popolari del cinema italiano. Il suo stile naturale e ironico, unito al carisma scenico, lo rende protagonista di numerosi film di successo.

Anni ’50–’60

  • I ragazzi del juke-box – regia di Lucio Fulci (1959)
  • Dai Johnny dai! – regia di Paul Landres e Piero Vivarelli (1959)
  • Juke box – Urli d’amore – regia di Mauro Morassi (1959)
  • Urlatori alla sbarra – regia di Lucio Fulci (1960)
  • La dolce vita – regia di Federico Fellini (1960) – cameo
  • Sanremo – La grande sfida – regia di Piero Vivarelli (1960)
  • Io bacio… tu baci – regia di Piero Vivarelli (1961)
  • Il monaco di Monza – regia di Sergio Corbucci (1963)
  • Uno strano tipo – regia di Lucio Fulci (1963)
  • Super rapina a Milano – regia di Adriano Celentano (1964)
  • Serafino – regia di Pietro Germi (1968)
  • La più bella coppia del mondo – regia di Camillo Mastrocinque (1968)

Anni ’70

  • Er più – Storia d’amore e di coltello – regia di Sergio Corbucci (1971)
  • Bianco, rosso e… – regia di Alberto Lattuada (1972)
  • Le cinque giornate – regia di Dario Argento (1973)
  • L’emigrante – regia di Pasquale Festa Campanile (1973)
  • Yuppi du – regia di Adriano Celentano (1975)
  • Bluff – Storia di truffe e di imbroglioni – regia di Sergio Corbucci (1976)
  • Ecco noi per esempio… – regia di Sergio Corbucci (1977)
  • Geppo il folle – regia di Adriano Celentano (1978)
  • Mani di velluto – regia di Castellano e Pipolo (1979)

Anni ’80

  • Il bisbetico domato – regia di Castellano e Pipolo (1980)
  • Asso – regia di Castellano e Pipolo (1981)
  • Innamorato pazzo – regia di Castellano e Pipolo (1981)
  • Grand Hotel Excelsior – regia di Castellano e Pipolo (1982)
  • Bingo Bongo – regia di Pasquale Festa Campanile (1982)
  • Segni particolari: bellissimo – regia di Castellano e Pipolo (1983)
  • Lui è peggio di me – regia di Enrico Oldoini (1985)
  • Joan Lui – Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì – regia di Adriano Celentano (1985)

Anni ’90

  • Jackpot – regia di Mario Orfini (1992)

Regista

Celentano si è distinto anche come regista e autore di opere dal forte contenuto simbolico e sociale, spesso legate alla musica e alla spiritualità.

  • Super rapina a Milano (1964)
  • Yuppi du (1975)
  • Geppo il folle (1978)
  • Joan Lui – Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì (1985)
  • Adrian – serie TV d’animazione (2019)

Sceneggiatore e soggettista

Ha firmato la sceneggiatura o il soggetto di diverse sue opere, confermando la sua poliedricità artistica.

  • Yuppi du (1975)
  • Geppo il folle (1978)
  • Joan Lui – Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì (1985)
  • Jackpot (1992)
  • Adrian (2019)

Colonne sonore

Oltre a essere interprete, Celentano ha spesso composto o curato le musiche dei film da lui diretti o interpretati.

  • Il tempo si è fermato – regia di Ermanno Olmi (1959)
  • La ragazza che sapeva troppo – regia di Mario Bava (1963)
  • Yuppi du – regia di Adriano Celentano (1975)
  • Geppo il folle – regia di Adriano Celentano (1978)
  • Joan Lui – Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì – regia di Adriano Celentano (1985)
  • Adrian – serie TV (2019)

Programmi televisivi

Nel corso della sua carriera Celentano ha portato in televisione uno stile inconfondibile, mescolando musica, ironia e riflessione sociale.

  • Stasera Adriano Celentano (1969)
  • C’è Celentano (1972)
  • Fantastico 8 (Rai 1, 1987–1988)
  • Svalutation (Rai 3, 1992)
  • Francamente me ne infischio (Rai 1, 1999)
  • 125 milioni di caz..te (Rai 1, 2001)
  • Rockpolitik (Rai 1, 2005)
  • La situazione di mia sorella non è buona (Rai 1, 2007)
  • Rock Economy (Canale 5, 2012)
  • Adrian Live – Questa è la storia… (Canale 5, 2019)

Libri

Celentano ha espresso le proprie idee anche attraverso la scrittura, alternando riflessioni spirituali, ironia e critica sociale.

  • Il paradiso è un cavallo bianco che non suda mai – con Ludovica Ripa di Meana (Sperling & Kupfer, 1982)
  • Il re degli ignoranti (Mondadori, 1991)
  • Rockpolitik – con Mariuccia Ciotta (Bompiani, 2006)

Riconoscimenti principali

Nel corso della sua carriera Adriano Celentano ha ricevuto numerosi premi, a testimonianza del suo straordinario impatto sulla cultura italiana e internazionale.

  • David di Donatello
    • 1976 – Miglior attore per Bluff – Storia di truffe e di imbroglioni
    • 1980 – Miglior attore per Mani di velluto
  • Nastro d’argento
    • 1976 – Miglior colonna sonora per Yuppi du
  • Globo d’oro
    • 1969 – Miglior attore rivelazione per Serafino
  • Grolla d’oro
    • 1969 – Miglior attore esordiente per Serafino
  • Festival di Cannes
    • 1975 – Candidatura alla Palma d’Oro per Yuppi du
  • Rosa d’Oro di Montreux
    • 1999 – Miglior varietà televisivo per Francamente me ne infischio
Sale
JOPHEK 7 Pezzi Set Accessori Anni 20 per Uomo, Gatsby Gangster Costume Accessori, con Cappello...
  • Accessori da uomo anni '20: Il nostro set di 7 pezzi per costumi vintage da uomo include 1...
  • Cappello da gangster classico: un cappello Panama in stile tradizionale realizzato in...
  • Costume da mafioso: questo costume da mafioso classico aggiunge un tocco vintage unico al...
  • Ideale per le feste: gli accessori da uomo degli anni '20 sono ideali per tutti i tipi di feste...
  • Il regalo perfetto per gli uomini: i nostri accessori per costumi vintage sono adatti alla...

No products found.

TOSZOLY Costume Donna Anni '20, Vestito Charleston con Frange e Paillettes, Abito Stile Flapper...
  • 【Set Completo Costume Anni '20 Donna】Include: 1 vestito Charleston con paillettes e frange,...
  • 【Abito Elegante e Comodo Stile Charleston】Realizzato in tessuto leggero con fodera interna...
  • 【Accessori Vintage Inclusi】I guanti lunghi neri e le calze a rete valorizzano visivamente...
  • 【Perfetto per Ogni Occasione a Tema】Ideale per Carnevale, Halloween, Natale, Capodanno,...
  • 【Cura del Prodotto e Taglie】L’abito è realizzato in tessuto delicato, si consiglia solo...
PLULON 8 pezzi Set di accessori flapper anni '20 per donna, abiti del Grande Gatsby, scialli di...
  • Kit di accessori anni '20: riceverai 1 scialle corto con paillettes, 1 fascia di piume nere, 1...
  • Taglia unica: lo scialle del costume flapper misura circa 34 cm / 13,4 pollici di lunghezza e i...
  • Design vintage e sbalorditivo: il design del mantello vintage da sera con paillettes e orlo...
  • Completo completo: lo scialle flapper è in stile retrò, si abbina a guanti di pizzo con...
  • Ampie applicazioni: il set di accessori vintage per ragazza scialle flapper è perfetto per...
ELECLAND Abito con frange con paillettes con scollo a V anni '20 e set di accessori anni '20...
  • Misura del...
  • Misure: Medio: 35,43-38,19 (busto/pollici), 29,92-31,89 (vita/pollici), 35,43-38,19...
  • Gli orecchini geometrici progettati in stile retrò con fascia ingioiellata di piume e...
  • Materiale: fascia per copricapo rifinita con piume e perline ed eleganti guanti di raso che ti...
  • OCCASIONI: gli accessori flapper anni '20 da donna sono perfetti per feste a tema Gatsby,...
Amazon Kindle (Ultimo modello) - Il più leggero e compatto, con schermo antiriflesso, cambio pagina...
  • Il nostro Kindle più leggero e compatto: ora con un’illuminazione frontale più luminosa (se...
  • Lettura senza sforzo, con qualsiasi luce: leggi in tutta comodità grazie allo schermo da...
  • Immergiti nei tuoi libri: prenditi una pausa da messaggi, e-mail e social network e goditi...
  • Leggi più a lungo: la batteria dura fino a 6 settimane, con una sola ricarica.
  • La tua libreria, sempre con te: 16 GB di memoria per avere sul tuo Kindle migliaia di libri,...