Adriano Celentano è una delle personalità più carismatiche e poliedriche della cultura italiana del Novecento. Artista totale, capace di passare con naturalezza dal palcoscenico al grande schermo, ha lasciato un segno indelebile sia nella musica che nel cinema. Cantautore, regista, attore e showman, Celentano ha incarnato come pochi altri lo spirito libero, ironico e anticonformista dell’Italia che cambiava, dagli anni del boom economico fino alla modernità.
Dai primi anni Sessanta ai primi Novanta, il Molleggiato ha partecipato a oltre quaranta film, spaziando con straordinaria versatilità tra commedie brillanti, drammi, musical e pellicole d’autore. La sua presenza scenica, fatta di gesti istintivi, pause calcolate e un magnetismo unico, lo ha reso un protagonista amato dal grande pubblico e rispettato dai registi.
Con il suo modo di recitare spontaneo e il linguaggio del corpo inconfondibile, Celentano ha costruito un personaggio che è diventato leggenda: un ribelle romantico, capace di far ridere e riflettere allo stesso tempo.
Ma quali sono i film di Adriano Celentano più belli e indimenticabili? E quanti film ha girato in totale? In questo viaggio nella sua filmografia scopriremo tutti i titoli, le collaborazioni più celebri — da Ornella Muti a Edwige Fenech — e le curiosità che hanno fatto di Adriano Celentano un’icona intramontabile del cinema italiano.
Film di Adriano Celentano: gli esordi
Il debutto cinematografico di Adriano Celentano avviene nel 1959 con I ragazzi del juke-box di Lucio Fulci, un film che riflette perfettamente il clima musicale dell’Italia dell’epoca. Qui il giovane cantante interpreta se stesso: un ragazzo ribelle, appassionato di rock’n’roll, che porta sullo schermo la stessa energia dirompente che già lo aveva reso celebre sul palco.
Il successo del film apre la strada a una serie di pellicole musicali come Urlatori alla sbarra (1960) e Io bacio… tu baci (1961), dove Celentano conferma la sua immagine di artista “molleggiato”, simbolo di una gioventù che vuole divertirsi e cambiare le regole. Con il suo modo di muoversi e di cantare, diventa rapidamente un’icona di libertà e anticonformismo in un’Italia ancora legata ai modelli tradizionali.
Nel 1960, partecipa anche con un piccolo ma significativo cameo nel capolavoro di Federico Fellini, La dolce vita, una delle opere più rappresentative del cinema mondiale. In pochi secondi di apparizione, la sua figura cattura lo spirito ribelle e moderno che il regista cercava di raccontare: un ponte ideale tra la cultura popolare e l’arte d’autore.
Il vero salto di qualità arriva però nel 1968 con il famoso film di Pietro Germi, Serafino, che segna una svolta decisiva nella sua carriera. Qui Celentano interpreta un giovane pastore libero e anticonformista, incapace di adattarsi ai ritmi e alle regole della modernità. Il suo personaggio incarna alla perfezione la filosofia dell’attore: vivere secondo natura, senza compromessi, con spontaneità e ironia.
Dove hanno girato il film “Serafino” con Adriano Celentano?
Le riprese si sono svolte tra il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e le campagne di Castelluccio di Norcia, in un paesaggio che riflette la purezza e la libertà del protagonista. Oggi questi luoghi sono diventati mete di culto per gli appassionati di cinema italiano e per chi desidera rivivere le atmosfere genuine del film.
Con Serafino, Adriano Celentano ottiene il riconoscimento della critica e del pubblico, confermandosi non solo come star musicale, ma come attore completo, capace di emozionare con naturalezza e carisma.
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Film di Adriano Celentano: maturità artistica e primi successi da regista
Gli anni ‘70 rappresentano per Adriano Celentano il periodo della piena maturità artistica. Dopo aver conquistato il pubblico come cantante e attore brillante, il “Molleggiato” decide di sperimentare anche come regista e autore, dando vita a opere visionarie che fondono ironia, introspezione e critica sociale.
Nel 1975 realizza uno dei film più originali del cinema italiano: Yuppi Du. Ambientato a Venezia, con Claudia Mori e Charlotte Rampling, è un’opera poetica e surreale che unisce musica, satira e riflessione sul senso della vita. Celentano racconta un amore tormentato in un mondo che corre verso la modernità, dando prova di una sensibilità autoriale inaspettata. Il film, accompagnato da una colonna sonora indimenticabile, ottiene un grande successo di pubblico e diventa un cult della sua carriera.
Nel 1976, con Bluff – Storia di truffe e di imbroglioni di Sergio Corbucci, conquista il suo primo David di Donatello come miglior attore protagonista. Accanto al leggendario Anthony Quinn, Celentano interpreta un abile truffatore dal fascino irresistibile, dimostrando grande versatilità e carisma.
Solo tre anni dopo, nel 1979, arriva il secondo David di Donatello grazie alla commedia romantica Mani di velluto di Castellano e Pipolo, in cui recita al fianco di Eleonora Giorgi. Il film, brillante e tenero al tempo stesso, racconta la storia di un ingegnere geniale che per amore si finge ladro: una metafora ironica dell’amore e dell’ingegno all’italiana che resterà nella memoria collettiva.
Tra i film più belli di Adriano Celentano in questo decennio spiccano anche:
- L’emigrante (1973) di Pasquale Festa Campanile, dove interpreta un italiano in cerca di fortuna in America;
- Le cinque giornate (1973) di Dario Argento, una parentesi storica e satirica ambientata durante le rivolte milanesi del 1848;
- Geppo il folle (1978), un progetto personale che lo vede nuovamente alla regia, con toni grotteschi e visionari;
- Ecco noi per esempio… (1977), commedia esilarante diretta da Sergio Corbucci, in cui forma una coppia irresistibile con Renato Pozzetto.
Negli anni Settanta, Celentano dimostra di essere molto più di un cantante prestato al cinema: diventa un autore completo, capace di alternare leggerezza e profondità, commedia e riflessione, costruendo un linguaggio cinematografico unico nel panorama italiano.
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Film di Adriano Celentano: le commedie con Ornella Muti e il trionfo popolare
Gli anni Ottanta rappresentano l’apice del successo cinematografico di Adriano Celentano, il decennio in cui il “Molleggiato” diventa un vero e proprio fenomeno di massa. Tra il 1980 e il 1985, le sue commedie conquistano milioni di spettatori, portando nelle sale un mix irresistibile di ironia, romanticismo e filosofia popolare. Celentano incarna un personaggio unico: un uomo ruvido ma dal cuore buono, un anticonformista capace di far ridere e riflettere allo stesso tempo.
Tra i capitoli più memorabili della sua carriera figurano le collaborazioni con Ornella Muti, attrice dalla bellezza magnetica e dallo straordinario affiatamento con il cantante-attore. Insieme formano una delle coppie più iconiche della commedia italiana, capaci di trasformare ogni film in un successo.
I film di Adriano Celentano e Ornella Muti
- Il bisbetico domato (1980) – Rivisitazione in chiave moderna della Bisbetica domata di Shakespeare, diretta da Castellano e Pipolo. Celentano interpreta Elia, un burbero contadino che vive isolato nelle campagne lombarde, finché l’arrivo della sofisticata Lisa (Ornella Muti) stravolge la sua esistenza. Un incontro-scontro esilarante che mescola comicità, sensualità e romanticismo, diventando uno dei film più belli di Adriano Celentano.
- Innamorato pazzo (1981) – Una commedia romantica ambientata a Roma, in cui Celentano veste i panni di Barnaba, un autista di autobus che conquista il cuore della principessa Cristina di Saint Tulipe (Muti). Una favola moderna, allegra e piena di ritmo, che celebra l’amore come forza capace di abbattere ogni barriera sociale.
- Segni particolari: bellissimo (1983) – Ancora diretti da Castellano e Pipolo, Celentano interpreta Mattia, uno scrittore affascinante e vanitoso che si ritrova coinvolto in un groviglio di relazioni sentimentali. Tra equivoci, riflessioni sull’amore e comicità brillante, il film conferma il carisma del Molleggiato e la perfetta alchimia con la Muti.
Queste pellicole hanno dominato i botteghini italiani, trasformando la coppia Celentano–Muti in una leggenda del cinema popolare. Il loro successo non fu solo commerciale: seppero rappresentare, con leggerezza e spontaneità, i sogni e le contraddizioni dell’Italia degli anni Ottanta.
Tra campagna e città, umorismo e romanticismo, Adriano Celentano consolidò in questo periodo la sua immagine di artista completo — attore, cantante, regista e simbolo di libertà creativa — capace di unire intere generazioni davanti allo schermo.
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Film più belli di Adriano Celentano: le commedie più amate dal pubblico
Oltre alle celebri pellicole con Ornella Muti, Adriano Celentano ha dato vita a una lunga serie di commedie diventate veri e propri classici del cinema italiano. Film capaci di unire generazioni diverse grazie alla loro ironia, ai personaggi eccentrici e alla capacità del “Molleggiato” di raccontare con leggerezza le fragilità umane.
- Asso (1981) – Accanto a Edwige Fenech, Celentano interpreta un asso del poker che, dopo essere stato ucciso, torna come fantasma per proteggere la donna amata. Una commedia surreale e romantica, sospesa tra mondo dei vivi e aldilà, dove l’umorismo si mescola alla malinconia.
- Grand Hotel Excelsior (1982) – Un film corale e irresistibile, diretto da Castellano e Pipolo, con un cast stellare: Carlo Verdone, Enrico Montesano, Diego Abatantuono ed Eleonora Giorgi. Celentano veste i panni del direttore dell’hotel, un uomo eccentrico e affascinante alle prese con le buffe disavventure dei suoi ospiti.
- Bingo Bongo (1982) – Una delle commedie più iconiche di Celentano. Qui interpreta un uomo-scimmia, cresciuto nella giungla e poi riportato nella civiltà. La pellicola, diretta da Pasquale Festa Campanile, è una tenera favola moderna sull’amore, l’ambiente e la diversità, con Carole Bouquet nel ruolo dell’antropologa che si innamora di lui.
- Lui è peggio di me (1985) – Una coppia comica perfetta: Celentano e Renato Pozzetto interpretano due amici inseparabili, proprietari di un garage di auto d’epoca. Tra rivalità, gelosie e amori imprevisti, il film esplora con leggerezza il tema dell’amicizia e dei sentimenti maschili.
- Il burbero (1986) – Ultima collaborazione con Castellano e Pipolo, questa commedia romantica ambientata tra New York e Firenze vede Celentano nei panni di un avvocato dal carattere scorbutico che finirà per innamorarsi, suo malgrado, di una donna esuberante interpretata da Debra Feuer.
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L’ambizione di Joan Lui (1985): il film più discusso di Celentano
Nel 1985 Adriano Celentano torna alla regia con il suo progetto più visionario e controverso:
“Joan Lui – Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì”.
L’opera, a metà tra musical, film apocalittico e allegoria religiosa, racconta la storia di Joan, una figura messianica che arriva in un mondo corrotto e privo di valori per predicare la rinascita spirituale dell’umanità. Un film monumentale, ricco di simbologie e messaggi sociali, che all’epoca divise pubblico e critica per la sua natura sperimentale e il tono profetico.
Girato tra Cinecittà, Milano e Genova, con Claudia Mori e Marthe Keller, Joan Lui fu inizialmente un flop commerciale, ma nel tempo è stato rivalutato come un’opera d’avanguardia, esempio della straordinaria libertà artistica di Celentano.
Un film che, pur nella sua eccentricità, testimonia la grande ambizione e il coraggio creativo di un artista che non ha mai avuto paura di osare.
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Film di Adriano Celentano: gli ultimi film e la chiusura di un’epoca
Negli anni 90 Adriano Celentano inizia lentamente ad allontanarsi dal grande schermo, segnando la conclusione di una delle carriere cinematografiche più amate d’Italia. Dopo i grandi successi degli anni Ottanta con Il bisbetico domato e Innamorato pazzo, l’artista sceglie di ridurre le apparizioni per concentrarsi sulla musica e sulla televisione, dove continuerà a innovare e a stupire con il suo stile unico.
Se ti stessi chiedendo quindi qual è l’ultimo film di Adriano Celentano, l’ultimo film da protagonista è “Jackpot” (1992) di Mario Orfini. In questa pellicola, Celentano interpreta un uomo comune coinvolto in una serie di eventi fortuiti e rocamboleschi, in bilico tra fortuna e destino. Jackpot rappresenta la chiusura simbolica della sua esperienza cinematografica, una commedia dal tono malinconico che riflette lo spirito dell’Italia di quegli anni e il desiderio dell’artista di rinnovarsi ancora una volta.
Ma quanti film di Celentano ci sono? Nel corso della sua carriera, Adriano Celentano ha partecipato a oltre 40 film, di cui 4 come regista:
- Super rapina a Milano (1964)
- Yuppi Du (1975)
- Geppo il folle (1978)
- Joan Lui – Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì (1985)
Questa versatilità lo consacra non solo come attore comico e romantico, ma anche come autore visionario e innovatore del linguaggio cinematografico italiano.
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Tra tutti i film di Adriano Celentano, a partire dal 1959 al 1992, la filmografia del “Molleggiato” è una lunga cavalcata attraverso oltre trent’anni di storia del cinema popolare italiano.
Tra i titoli più celebri troviamo:
I ragazzi del juke-box, Urlatori alla sbarra, Il monaco di Monza, Serafino, Yuppi Du, Bluff – Storia di truffe e di imbroglioni, Mani di velluto, Asso, Il bisbetico domato, Innamorato pazzo, Bingo Bongo, Grand Hotel Excelsior, Segni particolari: bellissimo, Lui è peggio di me, Il burbero, Joan Lui, Jackpot… e molti altri.
Una filmografia ricca e sorprendente, fatta di risate, ironia, musica e poesia, capace di raccontare un’Italia che cambiava, mantenendo intatto il carisma di un artista che — tra canzoni, film e televisione — ha saputo rappresentare come pochi lo spirito libero e indomabile del nostro Paese.
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Tutti i titoli dei film di Adriano Celentano
Dal 1959 al 1992, la carriera cinematografica di Adriano Celentano attraversa oltre trent’anni di storia dello spettacolo italiano, intrecciando musica, comicità e riflessione sociale.
Ecco tutti i film di Adriano Celentano completi, in ordine cronologico:
I ragazzi del juke-box, Urlatori alla sbarra, Il monaco di Monza, Uno strano tipo, Super rapina a Milano, Serafino, La più bella coppia del mondo, Er più – Storia d’amore e di coltello, L’emigrante, Le cinque giornate, Rugantino, Yuppi Du, Bluff – Storia di truffe e di imbroglioni, Culastrisce nobile veneziano, Ecco noi per esempio…, Geppo il folle, Mani di velluto, Asso, Il bisbetico domato, Innamorato pazzo, Bingo Bongo, Grand Hotel Excelsior, Segni particolari: bellissimo, Lui è peggio di me, Il burbero, Joan Lui – Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì, Jackpot… e molti altri.
Una filmografia sterminata, tra risate, musica e malinconia, che racconta meglio di ogni altra il cinema popolare italiano e la trasformazione di un Paese che cambiava insieme al suo pubblico.
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I migliori film di Adriano Celentano
Dalla commedia romantica al film d’autore, ecco una selezione dei film più belli di Adriano Celentano, quelli che hanno conquistato generazioni di spettatori e che ancora oggi vengono trasmessi in televisione:
- Il bisbetico domato (1980) – L’agricoltore burbero e la principessa ribelle: una commedia irresistibile con Ornella Muti.
- Innamorato pazzo (1981) – Una favola d’amore tra un autista e una principessa, ambientata a Roma.
- Mani di velluto (1979) – Commedia romantica con Eleonora Giorgi, premiata con il David di Donatello.
- Bingo Bongo (1982) – L’uomo-scimmia che scopre la società moderna in una storia tenera e surreale.
- Bluff – Storia di truffe e di imbroglioni (1976) – Avventura e ironia con Anthony Quinn, tra le migliori performance di Celentano.
- Yuppi Du (1975) – Film visionario e poetico diretto dallo stesso Celentano, ambientato a Venezia.
- Lui è peggio di me (1985) – L’amicizia messa alla prova dall’amore, in coppia con Renato Pozzetto.
- Asso (1981) – Una commedia surreale tra poker, amore e vita ultraterrena, con Edwige Fenech.
- Grand Hotel Excelsior (1982) – Un cast corale con Verdone, Montesano e Abatantuono, simbolo della commedia anni ’80.
- Serafino (1968) – Diretto da Pietro Germi, è il film che consacra Celentano attore drammatico e libero spirito.
Adriano Celentano ha attraversato decenni di storia italiana, lasciando un’impronta indelebile nel cinema, nella musica e nella televisione.
I suoi film, come le sue canzoni, parlano di libertà, amore e ironia: sono lo specchio autentico di un’Italia popolare, romantica e ribelle.
Il Molleggiato non è stato soltanto un attore: è stato un simbolo di un’Italia che sapeva ridere di sé, che ballava e sognava, trovando in lui un interprete vero e umano.
Ancora oggi, rivedere i film di Adriano Celentano significa rivivere un’epoca irripetibile del nostro cinema — quella in cui un artista sapeva trasformare ogni storia in emozione.
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