bikini vintage

Il bikini, nato nel dopoguerra per mano del sarto francese Louis Réard, è un capo che ha fatto la storia e ha rappresentato una vera rivoluzione culturale.

la storia della nascita dei bikini di louis reard

Louis Réard e la nascita del bikini

Nasce il 5 Luglio 1946 in Francia, sotto il sole di un Paese da poco uscito da una guerra mondiale… Con il passare degli anni anziché crescere, si è “ridotto”… Segni particolari? Irrinunciabile!

Sto parlando del bikini!

Dobbiamo ringraziare Louis Réard, un ingegnere automobilistico francese che, nel 1940, rilevò il business della lingerie dalla madre, e nel 1946 diede vita all’esplosivo costume.

 Il bikini può essere detto “esplosivo” per due ragioni: la prima è che il sarto francese chiamò così il costume due pezzi in onore delle Isole Bikini bombardate dagli Stati Uniti; la seconda ragione è che il bikini suscitò indignazione fin dalla nascita, fu forse il “neonato” più discusso della storia.

Louis Réard fu ispirato da due fatti: in primis aveva notato, sulle spiagge di Saint Tropez, che le donne arrotolavano i loro costumi da bagno in modo da abbronzarsi meglio; in seconda battuta era rimasto colpito da un costume presentato dallo stilista Jacques Heim, Atome, pubblicizzato come “Il costume da bagno più piccolo del mondo” ma che, comunque, copriva ancora l’ombelico.

Louis Réard decise di spingersi oltre e creare un prodotto audace e che lasciasse il corpo femminile libero di muoversi, abbronzarsi, sedurre. 

Jacques Heim lancia la collezione Atome bikini

Bikini: dai primi flop al successo 

Oggi saremmo portate a pensare che le donne facessero a gara per accaparrarsi un bikini ma, all’inizio, non fu affatto così: nel 1946 nessuna donna aveva il coraggio d’indossarne uno.

Per presentarlo ufficialmente a Parigi, Louis Réard dovette avvalersi di una spogliarellista, Micheline Bernardini, perché nessuna modella dell’epoca voleva mostrarsi pubblicamente con il due pezzi.

la spogliarellista Micheline Bernardini indossa il bikini creato da louis reard

La ribalta avvenne nel 1956 quando la bellissima Brigitte Bardot si mostrò con un costume due pezzi sul set del film E Dio creò la Donna. Nello stesso anno l’attrice Marisa Allasio ne indossava uno  nel film Poveri ma belli e nel 1962 Ursula Andress ne sfoggiava uno in 007 – Licenza di uccidere. Un grosso sconvolgimento nei costumi delle donne occidentali, che passavano da anni di repressione allo sfoggio particolare delle curve femminili che fino a poco prima rimanevano nascoste sotto vestiti lunghi e comodi.

bikini a due pezzi di brigitte bardot negli anni 50

Il due pezzi diventò simbolo della cultura Pop e della liberazione sessuale degli anni Sessanta. Si conquistò le copertine di Playboy e di Sport Illustrated e nel 1967 il Time scrisse che il 65% delle ragazze indossava un bikini.

Oggi  ogni donna possiede almeno un bikini, alleato insostituibile per le giornate in spiaggia ma anche sensuale strumento di seduzione che, oggi come allora, ha davvero un potere “esplosivo”. C’è ne sono veramente tanti modelli e tante varianti, sia di colore che di modello, si è ridotto notevolmente dalla sua nascita, arrivando ad essere una sorta di filo che passa tra le nostre curve.