Negli anni Venti il charleston si affermò, prima in America e poi in Europa, come danza di ispirazione jazzistica dal carattere veloce e spiritoso.

Il charleston è senza dubbio il ballo più vivace, allegro e scoppiettante della società contemporanea. Per la sua struttura, il charleston è l’unico ballo che si distingue dagli altri, possedendo un carattere distinto e inimitabile e che ha contribuito alla nascita del ballo swing. In questo articolo cercheremo di capire le sue orgini e la storia del Charleston.

Storia e Origini del Charleston

Il desiderio di ricominciare da capo dopo la Prima Guerra Mondiale era forte. Nei cosiddetti anni ruggenti degli anni Venti, quando il cinema, la musica, la letteratura e il teatro sperimentarono tutti cambiamenti rivoluzionari, si diffuse la sete di divertimento e di leggerezza.

Tuttavia, durante l’Era del Jazz, in America si diffuse uno stile musicale jazz dal ritmo veloce di 4/4, in particolare il Charleston, un nuovo stile di danza.

Ma perché si chiama Charleston? Il Charleston, celebre ballo del jazz degli anni ’20, trae il suo nome dalla città di Charleston in Carolina del Sud, dove i lavoratori portuali eseguivano la danza già nei primi del ‘900. Tuttavia, la sua origine risale al 1700, quando gli schiavi africani importarono la danza Juba nella zona.

Se invece ti stessi chiedendo chi ha inventato il Charleston, in realtà non c’è un vero e proprio inventore legato al ballo del Charleston, visto che era una danza sviluppata gradualmente nel corso del tempo da varie influenze culturali. Il primo grande successo del Charleston come danza di spettacolo avvenne nel 1923, quando fu presentato nello spettacolo “Runnin’ Wild” a Broadway, con l’esibizione del compositore James P. Johnson. Il nome del ballo deriva dalla città di Charleston, in Carolina del Sud, dove si eseguiva una danza simile già nel XVII secolo.

Il ballo del charleston combinava movimenti rapidi e frenetici con salti e battiti di piedi e rumori percussivi delle mani per creare un’esperienza unica. Nonostante la danza Juba e il Charleston si siano evoluti, presentano diverse analogie.

Il ritmo incalzante accompagnava le nuove generazioni, desiderose di sfuggire alle consuetudini e alle pratiche del passato e di abbandonarsi al movimento sfrenato: le “flappers” che all’epoca si riferivano alle giovani donne ribelli dei Paesi anglosassoni.

Il Charleston uno stile di ballo, arrivò presto in Europa, dove ricevette reazioni diverse. In Italia, ad esempio, il Ministro della Guerra decise che il ballo non era consono all’uniforme indossata, mentre in Inghilterra ebbe un enorme successo.

Tuttavia, il ballo del Charleston degli anni ’20 era caratterizzato da una fusione con il Two Step che implicava una postura più eretta e una coppia più ravvicinata. Tuttavia, con il trascorrere degli anni e l’evoluzione della musica e dei balli, il Charleston subì dei cambiamenti nei suoi movimenti, diventando una danza meno frenetica e più fluida. Secondo il ballerino dello swing Ryan Francois, afferma che la differenza tra il Charleston degli anni ’20 e quello più moderno non può essere definito Charleston se non chiamato Lindy Hop.

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Come ballare il Charleston

Il Charleston è un ballo che non rispecchia nessuna regola di ballo da sala. Ma quindi come si balla il charleston? Effettivamente non segue uno schema classico; piuttosto, mira a lanciare le gambe verso l’esterno con le punte dei piedi rivolte verso l’interno, sforzandosi allo stesso tempo di tenere le ginocchia unite.

Se stai pensando di darti a questo tipo di danza e non come ballare il charleston, si inizia facendo un piccolo passo in avanti sulle battute 1-2, seguito da un grande passo all’indietro verso il centro sulle battute 3-4. Poi si fa un grande passo indietro verso il centro sulle battute 5-6, seguito da un piccolo passo indietro sulle battute 7-8.

La musica jazz, in particolare, offre un ritmo sincopato che stimola una serie di contorsioni, salti, calci e altri movimenti. Tutte queste azioni vengono eseguite in almeno tre modi diversi: da soli, in coppia o in gruppo. Vediamoli qui di seguito.

Il Charleston può essere ballato con qualsiasi musica, anche se spesso la chiave del successo del ballo Charleston è il jazz e lo swing, molto popolari negli anni venti e tutt’ora. Ma tra gli altri tipi di musica, sicuramente vi sono: Tiger Rag, Sugar Foot Stomp, Charleston, Shake That Thing e Black Bottom.

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Come si chiamano le ballerine del Charleston

Al fine di diffondere il ballo Charleston in nuovi ambienti, tra cui i prestigiosi Connie’s Inn, Savoy Ballroom e il celebre Cotton Club, è stato necessario adottare un approccio più contenuto. Questo ha comportato una trasformazione del ballo, che è diventato quasi un flat Charleston, adatto principalmente a quei locali dove veniva considerato “una reminiscenza dei riti orgiastici dei neri” e, pertanto, considerato volgare e pericoloso per la salute. Per mitigare tali rischi, i ballerini hanno adottato l’uso di protezioni durante le esibizioni prendendo precauzioni di ogni genere.

Tra i ballerini che si sono distinti nella versione originale del Charleston, si possono menzionare Louis Douglas e Josephine Baker, nota come “Venere Nera”, All Minss e Leon James. Inoltre, vanno ricordate le celebri Joan Crawford e Ginger Rogers, entrambe vincitrici di numerose competizioni di Charleston.

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Come vestirsi per ballare il Charleston

Negli anni Venti, l’abito charleston donna aveva il taglio dritto, con orlo al ginocchio, vita sui fianchi e senza maniche. Gli abiti da flapper utilizzavano tessuti delicati e leggeri come il jersey, la seta e lo chiffon per lasciare libero il corpo, sono naturalmente presenti decorazioni con frange, perline e ricami, comuni negli anni venti.

Pur ispirandosi alla moda inglese, l’abito charleston da uomo è composto da giacche e pantaloni in tweed con motivi pied-de-poule e Principe di Galles. Tra i tessuti più popolari e amati, il gessato è impossibile da ignorare, abbinato a scarpe classiche da passeggio o in pelle in tinte contrastanti.

La cloche è un cappello a campana indossato per coprire la fronte e far apparire gli occhi più grandi. È un simbolo del look femminile Charleston, che enfatizza le linee minimali ed eleganti.

I cerchietti bling bling, che possono essere impreziositi da strass, perline e piume, sono tra i copricapo aggiuntivi che possono essere indossati con la cloche per rendere il Charleston ancora più stravagante e fuori dagli schemi.

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Dove ballare il Charleston

Negli ultimi anni, si è assistito ad una crescente diffusione di locali in cui gli appassionati di swing, jazz e rock and roll si riuniscono per ballare sulla musica preferita, non solo nelle grandi città ma anche in provincia e nei piccoli paesi. Tuttavia abbiamo deciso di elencarvi quali sono i locali più rinomati e importanti dove si balla il Charleston:


Nonostante sia uno dei balli più iconici di tutti i tempi, il Charleston continua a occupare un posto speciale nel cuore di milioni di persone.

Non solo ha simboleggiato un’epoca importante della storia, ma ha anche ispirato la moda, la cultura e generazioni di artisti. Ancora oggi, il Charleston è in grado di ispirare anche i giovani a ballare al ritmo sfrenato della musica swing e jazz.

Per cui possiamo affermare che il Charleston è tuttavia non solo un ballo, ma rappresenta uno stile, un periodo storico, un movimento culturale che va dal 1919 al 1933.

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